Il tribunale del Quebec annulla un lodo arbitrale basato su motivazioni fabbricate da un’IA

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In breve

  • Un tribunale del Quebec ha annullato un lodo arbitrale che si basava in modo marcato su fonti giuridiche generate dall’IA e inesistenti.
  • Il lodo includeva dottrina apocrifa, citazioni giuridiche non pertinenti e un precedente arbitrale fittizio.
  • La decisione della corte mette in guardia dall’abdicazione di responsabilità arbitrale all’IA, senza condannare in via generale gli strumenti di IA.
  • Il caso solleva interrogativi su trasparenza e limiti nell’uso dell’IA nei procedimenti arbitrali.

Panoramica

Un tribunale del Quebec ha annullato un lodo arbitrale dopo aver ritenuto che la parte centrale della motivazione fosse fondata su fonti giuridiche fabbricate generate da uno strumento di intelligenza artificiale. La decisione ha attirato l’attenzione della comunità arbitrale sui confini e sui rischi dell’impiego della generative AI nei processi decisionali.

Cosa è successo

La vicenda riguardava un arbitrato in cui l’arbitro ha utilizzato l’IA generativa per elaborare la motivazione giuridica del lodo.

Il lodo problematico conteneva una citazione a una dottrina apocrifa e non rintracciabile, tre decisioni giudiziarie citate non pertinenti rispetto ai fatti della controversia e il riferimento a un lodo arbitrale inesistente.

In sede di riesame, la corte del Quebec ha ritenuto che l’arbitro avesse delegato la propria funzione critica di valutazione a uno strumento di IA e che i riferimenti prodotti dall’IA costituissero il nucleo della motivazione arbitrale.

Di conseguenza, la corte ha annullato il lodo, formulando un avvertimento alla comunità arbitrale sull’uso acritico dell’IA.

Contesto

La decisione non vieta in modo categorico l’uso di strumenti di IA da parte degli arbitri. Il resoconto segnala che il tribunale ha riconosciuto esplicitamente l’utilità di un’IA affidabile per attività come la sintesi di documenti di grandi dimensioni o le traduzioni, purché la motivazione finale rifletta il giudizio dell’arbitro.

Le osservazioni richiamate nel resoconto indicano quattro criteri cumulativi per assicurare un uso legittimo dell’IA: riservare la decisione arbitrale all’arbitro, verificare le fonti, mantenere la tracciabilità e una motivazione autentica e rispettare la proporzionalità nel ricorso allo strumento di IA. Il mancato rispetto di questi standard comporta il rischio di invalidare un lodo.

Alcuni organismi regolatori e linee guida in Spagna e altrove consentono bozze generate dall’IA, a condizione che siano sottoposte a una revisione umana approfondita, mentre altri hanno stabilito divieti più stringenti sull’influenza dell’IA nelle decisioni di merito.

Perché è importante

  • Questo annullamento evidenzia i rilevanti rischi professionali ed etici per arbitri e difensori quando si fa affidamento su materiali generati dall’IA senza un’adeguata supervisione umana.
  • L’uso improprio dell’IA può compromettere la validità e l’esecutività dei lodi arbitrali, sia ai sensi della Convenzione di New York sia del diritto nazionale.
  • Il resoconto suggerisce che questo caso sia considerato un forte avvertimento e potrebbe non essere l’ultimo episodio del genere, dato che l’IA diventerà sempre più utilizzata nei procedimenti arbitrali.

Fonti

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