La giudice Nagarathna della Corte Suprema mette in guardia sui rischi della mediazione nelle dispute familiari per le donne che subiscono violenza
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In breve
- La giudice della Corte Suprema BV Nagarathna ha avvertito che la mediazione familiare può danneggiare le donne che affrontano violenza o controllo coercitivo.
- Ha suggerito che la mediazione non dovrebbe sostituire il giudizio nei casi in cui esistono gravi squilibri di potere.
- Tra le riforme proposte: mediazione con partecipazione dei minori e unità di supporto specializzate presso i tribunali per la famiglia.
Panoramica
La giudice della Corte Suprema BV Nagarathna ha messo in guardia contro l'uso della mediazione nelle controversie familiari che coinvolgono violenza, controllo coercitivo o un significativo squilibrio di potere. Intervenendo a una conferenza regionale, ha sottolineato la possibilità di ulteriori danni alle donne in tali circostanze. Nagarathna ha inoltre discusso riforme per la mediazione in materia di affidamento dei figli e assistenza agli anziani, evidenziando la necessità di professionisti formati e di migliori strutture di supporto nei tribunali per la famiglia in India.
Cosa è successo
La giudice della Corte Suprema BV Nagarathna ha affrontato una conferenza regionale e ha avvertito che la mediazione nelle controversie familiari può traumatizzare ulteriormente le donne vittime di violenza, controllo coercitivo o squilibri di potere.
Ha sottolineato che la mediazione non può sostituire il giudizio formale nei casi che coinvolgono violenza e ha evidenziato l'importanza che la posizione negoziale di una donna sia equivalente ai suoi diritti legali.
Nagarathna ha raccomandato una mediazione che includa i minori nelle controversie relative ad affidamento e visite, suggerendo il coinvolgimento di psicologi infantili qualificati durante il processo di mediazione.
Ha inoltre proposto unità permanenti di counseling e mediazione con psicologi ed assistenti sociali presso tutti i tribunali per la famiglia e ha delineato la necessità di panel specializzati di mediazione geriatrica per i casi legati alla terza età.
Contesto
La giudice BV Nagarathna è una giudice in servizio presso la Corte Suprema ed è presidente del Comitato della Corte Suprema per le questioni relative ai tribunali per la famiglia.
In India esistono oltre 820 tribunali per la famiglia, e la mediazione è comunemente utilizzata per risolvere controversie familiari e di affidamento.
L'aumento delle pendenze nelle cause di diritto di famiglia e le preoccupazioni per il contenzioso adversarial hanno portato a chiedere meccanismi ADR più efficaci e sensibili.
Perché è importante
- Le osservazioni mettono in luce limiti e rischi della mediazione nei casi di violenza domestica e rafforzano la necessità di garanzie.
- Le raccomandazioni di Nagarathna potrebbero incidere su future riforme di policy e sulle migliori prassi nei tribunali per la famiglia in India.
- L'appello a professionisti specializzati nella mediazione potrebbe portare a cambiamenti strutturali nella gestione delle controversie su affidamento dei minori e assistenza agli anziani.
