La Thailandia segnala la disponibilità a una mediazione ONU nella controversia marittima con la Cambogia
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In breve
- La Thailandia ha accettato di partecipare a una mediazione sostenuta dall'ONU su una controversia marittima con la Cambogia.
- La Cambogia ha avviato la procedura di soluzione della controversia ai sensi di UNCLOS dopo un precedente stallo bilaterale.
- L'area contesa nel Golfo della Thailandia si stima contenga importanti riserve di petrolio e gas.
- La procedura di conciliazione ONU porterà raccomandazioni non vincolanti.
Panoramica
La Thailandia ha confermato di essere pronta a partecipare a procedimenti di mediazione sostenuti dalle Nazioni Unite avviati dalla Cambogia in merito alla loro controversa delimitazione del confine marittimo nel Golfo della Thailandia. La decisione segue l'avvio formale, dopo anni di stallo, da parte della Cambogia di una procedura di conciliazione ai sensi di UNCLOS, con entrambi i Paesi che richiamano il rilevante potenziale economico dell'area contestata.
Cosa è successo
La Cambogia ha annunciato il 2 giugno di aver avviato una procedura di risoluzione della controversia ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) relativa a rivendicazioni marittime sovrapposte nel Golfo della Thailandia.
La Thailandia in precedenza si era ritirata da un accordo quadro del 2001 per l'esplorazione congiunta delle risorse a causa di un impasse nell'attuazione.
Il 3 giugno il ministro degli Esteri thailandese ha dichiarato che la Thailandia era "pienamente pronta" a partecipare alla mediazione sostenuta dall'ONU, sottolineando al contempo la necessità di tutelare gli interessi della Thailandia.
Il processo di mediazione, secondo quanto previsto da UNCLOS, è una forma di conciliazione che porta a raccomandazioni non vincolanti, pensate per aiutare entrambe le parti a negoziare una soluzione.
Le stime dei ministeri di entrambi i Paesi indicano che l'area contesa potrebbe contenere risorse per un valore pari a circa 300 miliardi di dollari USA.
Contesto
Thailandia e Cambogia si contendono da decenni sia territori marittimi sia la delimitazione del confine terrestre, con origini risalenti all'epoca coloniale.
Negli ultimi anni le tensioni si sono intensificate, con scontri periodici lungo il confine prima di un cessate il fuoco a dicembre. Le accuse di violazioni del cessate il fuoco sono proseguite.
Entrambi i Paesi sono parti di UNCLOS, che prevede meccanismi per la soluzione pacifica delle controversie, inclusa la conciliazione non vincolante.
Perché è importante
- Si ritiene che l'area contesa ospiti importanti riserve di petrolio e gas naturale non ancora sfruttate, con un potenziale impatto economico significativo per entrambi i Paesi.
- La mediazione sostenuta dall'ONU ai sensi di UNCLOS offre alle parti un mezzo strutturato e pacifico per affrontare divergenze di lunga data, con la possibilità di migliorare la stabilità regionale.
- L'esito di questa mediazione potrebbe creare un precedente per la risoluzione di altre controversie marittime nel Sud-est asiatico.
Fonti
-
Thailand ready for UN mediation on maritime dispute with Cambodia
thestar.com.my
-
Thailand ready for UN mediation on maritime dispute with Cambodia
straitstimes.com
