Parte un arbitrato internazionale sulla multa ambientale da oltre 5 miliardi di dollari per Kashagan contro il Kazakistan

By ADR Journal Editorial Desk Pubblicato Updated 1 fonte Kazakistan

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In breve

  • Un consorzio di società petrolifere guidato da Eni ha avviato un arbitrato internazionale contro il Kazakistan.
  • La controversia riguarda una multa ambientale da 5 miliardi di dollari legata allo stoccaggio di zolfo nel giacimento di Kashagan.
  • Il tribunale è stato costituito, segnando l'inizio dei procedimenti.
  • Sono in corso in parallelo controversie che utilizzano sia il quadro ICSID sia quello UNCITRAL.

Panoramica

Eni e diverse società petrolifere internazionali, in qualità di membri del consorzio NCOC, hanno avviato procedimenti di arbitrato internazionale contro il Kazakistan dopo l'irrogazione di una multa di quasi 5 miliardi di dollari (2,3 trilioni di tenge) per presunte violazioni ambientali nel giacimento petrolifero di Kashagan. I reclamanti contestano la multa, comminata per presunto eccesso di stoccaggio di zolfo, e contestano le azioni del Kazakistan ai sensi di trattati internazionali sugli investimenti.

Cosa è successo

L'arbitrato è iniziato ufficialmente, con il tribunale ora costituito e presieduto da Christopher Greenwood. Eni, tramite la sua controllata Agip Caspian Sea, e altri colossi del settore (Shell, TotalEnergies, ExxonMobil, CNPC, Inpex) sono parte del caso.

La controversia riguarda una multa del 2023 inflitta dalle autorità kazake per presunto superamento dei limiti consentiti di stoccaggio di zolfo a Kashagan, uno dei più grandi progetti petroliferi a livello mondiale. Le società internazionali respingono sia le presunte violazioni sia la multa, affermando il rispetto della normativa locale.

La compagnia petrolifera di Stato del Kazakistan KazMunayGas non è coinvolta nell'arbitrato e, secondo quanto riferito, sarebbe disposta a pagare la sua quota della multa, ma gli investitori esteri hanno scelto l'arbitrato, invocando tutele previste da trattati internazionali.

In parallelo, un distinto arbitrato UNCITRAL ha portato a misure cautelari che ordinano al Kazakistan di non dare esecuzione alla multa mentre la controversia resta irrisolta. Tuttavia, le autorità kazake hanno continuato con sequestri di beni e altre azioni di esecuzione, contestando la forza vincolante dell'ordine provvisorio.

Contesto

Il giacimento petrolifero di Kashagan, che produce oltre 400.000 barili al giorno, ha una storia di controversie legali legate alla sua dimensione e alla complessità regolatoria. Il Kazakistan fa forte affidamento sugli investimenti esteri per progetti industriali di questo tipo, mentre il consorzio internazionale considera le tutele previste dai trattati un presidio contro azioni regolatorie percepite come ingiuste.

La costituzione del tribunale ICSID segnala un'escalation della controversia, che ora include questioni più ampie sulla tutela dell'investitore oltre alla multa immediata.

Perché è importante

  • L'esito potrebbe incidere sia sugli obblighi immediati delle società petrolifere sia sul contesto regolatorio per gli investitori esteri nel settore energetico del Kazakistan.
  • Il caso metterà alla prova la possibilità di esecuzione di ordini arbitrali provvisori contro gli Stati e chiarirà i limiti della tutela degli investimenti nel diritto internazionale.

Fonti

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