La Polonia subisce importanti sconfitte nell'arbitrato internazionale con investitori stranieri

In breve

  • La Polonia ha perso diversi procedimenti arbitrali internazionali ad alto valore, con conseguenti significative passività finanziarie.
  • Le controversie chiave riguardano Pfizer, GreenX Metals, Eureko e altri investitori stranieri.
  • I risultati mettono in luce le difficoltà della Polonia nella gestione degli accordi internazionali di tutela degli investitori.

Panoramica

Le recenti ricostruzioni evidenziano una serie di pesanti sconfitte costose subite dalla Polonia in procedimenti di arbitrato internazionale avviati da investitori stranieri. Le cause, spesso fondate su trattati bilaterali sugli investimenti (BIT) e su contratti negoziati a livello UE, hanno portato ad ampi lodi risarcitori nei confronti della Polonia, sollevando interrogativi sull'efficacia del Paese nel gestire le controversie alla luce del diritto internazionale e degli accordi sugli investimenti.

Cosa è successo

Nell'aprile 2024, un tribunale di Bruxelles ha emesso una decisione preliminare secondo cui la Polonia deve pagare a Pfizer circa 5,6 miliardi di PLN per una controversia relativa a un contratto per vaccini contro il Covid-19. La vicenda nasce dal rifiuto del governo polacco nel 2022 di accettare e pagare ulteriori consegne di vaccini, invocando la forza maggiore dovuta alla guerra in Ucraina e alla diminuzione della domanda locale.

Tra i casi storici rientra Eureko B.V., società olandese coinvolta nella privatizzazione dell'assicuratore polacco PZU, che si è concluso con un accordo di importo plurimiliardario di zloty dopo un arbitrato avviato nel 2003. La questione si è chiusa nel 2009 con un esito favorevole per Eureko.

GreenX Metals dell'Australia (in precedenza Prairie Mining), dopo il diniego delle licenze minerarie, ha avviato un procedimento all'Aia, sostenendo crediti per miliardi di zloty. Le decisioni del 2024 e del 2026 hanno riconosciuto a GreenX Metals e agli investitori a essa collegati un totale di circa 2 miliardi di PLN.

Altri casi di rilievo hanno riguardato soggetti esteri come Horthel Systems B.V. (Paesi Bassi), in relazione al quale la Polonia è stata condannata a pagare 37,7 milioni di PLN per modifiche alla normativa sul gioco d'azzardo, e Mercuria Energy Group (Cipro), che ha ottenuto circa 32,9 milioni di dollari dopo controversie su riserve di carburante e pagamenti ritardati.

Contesto

La Polonia ha firmato numerosi BIT negli anni '90 per attrarre capitali esteri, riconoscendo diritti ampi agli investitori e impegnandosi ad adire l'arbitrato internazionale nelle controversie. Col passare degli anni, questi accordi sono diventati la base di molteplici richieste di risarcimento ad alto rischio mentre gli investitori cercano tutela per cambiamenti regolatori o controversie contrattuali.

Questi lodi arbitrali e accordi transattivi hanno talvolta determinato somme molto ingenti dovute dallo Stato, e la definizione e il pagamento delle pretese possono richiedere molti anni, coinvolgendo procedimenti paralleli a livello nazionale e internazionale.

Perché conta

  • I casi evidenziano il rischio finanziario che trattati ampi di tutela degli investimenti e meccanismi di arbitrato internazionale pongono agli Stati.
  • Mettono in evidenza le ricadute fiscali e di policy nel lungo periodo dei BIT e rivelano sfide persistenti nella gestione delle controversie legali internazionali.
  • Le cause in corso e non ancora risolte continuano a incidere sulla reputazione della Polonia presso gli investitori stranieri e potrebbero influenzare le future strategie di politica degli investimenti e negoziazione dei trattati.

Fonti

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