Cardama avvia un arbitrato ICC contro l'Uruguay per la risoluzione del contratto sulle motovedette

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In breve

  • Cardama ha chiesto un arbitrato internazionale presso la ICC a Parigi dopo che l'Uruguay ha risolto un contratto di motovedetta.
  • L'Uruguay sostiene che la controversia non rientra nell'arbitrato internazionale, richiamando le clausole di giurisdizione del contratto.
  • La disputa riguarda rivendicazioni tecniche e la base giuridica della risoluzione, mentre proseguono le questioni di giurisdizione.
  • Entrambe le parti stanno predisponendo strategie legali e procedurali per procedimenti paralleli.

Panoramica

Il costruttore navale spagnolo Cardama ha avviato a Parigi un procedimento arbitrale presso la Camera di Commercio Internazionale (ICC) dopo la risoluzione unilaterale da parte del governo uruguaiano di un contratto per motovedette offshore (OPV). Le due parti contestano se la controversia rientri nell'arbitrato internazionale o nella giurisdizione locale, sollevando questioni sull'interpretazione del contratto e sull'ampiezza procedurale.

Cosa è successo

Cardama ha avviato un arbitrato internazionale contro l'Uruguay dopo che il governo uruguaiano ha risolto il contratto per la costruzione di due motovedette offshore (OPV).

Il governo sostiene che il contratto consente l'arbitrato in specifiche circostanze legate a controversie tecniche, ma richiede altrimenti che le controversie siano risolte dai tribunali di Montevideo.

Cardama ha depositato la richiesta di arbitrato presso la ICC a Parigi, richiamando una clausola del contratto che prevede l'arbitrato internazionale nel caso in cui la società di classificazione Lloyd's rifiuti di occuparsi di divergenze tecniche.

L'esecutivo uruguaiano sostiene che la risoluzione si basi su motivi non tecnici - contestando una presunta grave non conformità da parte di Cardama, inclusi una garanzia falsa e uno strumento di rimborso difettoso - e afferma quindi che la questione rientra nella giurisdizione dei tribunali locali.

Gli uffici legali di entrambe le parti stanno preparando procedimenti paralleli: mentre Cardama cerca una tutela internazionale, l'Uruguay contesta la giurisdizione nell'arbitrato pendente e valuta domande riconvenzionali davanti ai tribunali uruguaiani.

Contesto

La controversia trae origine da un contratto statale aggiudicato a Cardama per la costruzione di mezzi navali di pattugliamento militare per la marina dell'Uruguay. Il governo ha utilizzato una disposizione di diritto interno che consente la risoluzione unilaterale per gravi inadempimenti dell'appaltatore.

Cardama denuncia condotte improprie e dannose da parte delle autorità uruguaiane, comprese dichiarazioni pubbliche che, secondo la società, avrebbero compromesso i rapporti con i subappaltatori e la realizzabilità del progetto.

Tra i precedenti citati nelle controversie contrattuali marittime figurano un arbitrato simile avviato da BAE Systems contro Trinidad e Tobago dopo un ordine di motovedette annullato, anch'esso giudicato secondo le regole della ICC, e la controversia del Mozambico sull'ambito dell'arbitrato nei contratti marittimi.

La giurisdizione dipende dall'interpretazione di articoli specifici del contratto: uno prevede l'arbitrato internazionale per divergenze tecniche non risolte, l'altro rimanda le controversie ai tribunali locali per questioni non tecniche.

Perché è importante

  • Il caso evidenzia le difficoltà persistenti nei contratti statali transfrontalieri, in particolare nel settore marittimo, dove interpretazioni divergenti delle clausole sulla risoluzione delle controversie possono generare arbitrati e contenziosi paralleli.
  • Solleva questioni rilevanti sulla portata delle clausole di arbitrato internazionale e sull'interazione procedurale tra controversie contrattuali tecniche e non tecniche.
  • L'esito potrebbe influenzare le strategie future di contrattazione e risoluzione delle controversie tra fornitori esteri e soggetti statali nella regione.

Fonti

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