Arbitrato da 1,3 miliardi di euro tra Mundys, Allianz e Silk Road Fund: decisione vicina

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In breve

  • È in corso un arbitrato da 1,3 miliardi di euro tra Mundys, Allianz e Silk Road Fund, legato alla vendita delle azioni di Autostrade per l'Italia.
  • La controversia riguarda presunte perdite d'investimento dopo il crollo del Ponte Morandi e successivi contrasti contrattuali.
  • L'arbitrato, amministrato dalla ICC, è iniziato nel 2022 e la decisione finale è attesa entro la fine dell'anno.
  • Le richieste sono aumentate nel tempo: gli azionisti di minoranza chiedono danni all'ex socio di maggioranza Atlantia.

Panoramica

Un arbitrato ad alto valore in cui sono coinvolti Mundys (ex Atlantia), Allianz Capital Partners e Silk Road Fund riguarda presunti danni derivanti dalla vendita del 2022 dell'88% di Autostrade per l'Italia (Aspi) a un consorzio guidato da Cassa Depositi e Prestiti. Il caso, gestito secondo le Regole della ICC, si concentra sulla valutazione di mercato dopo il crollo del Ponte Morandi e sulle richieste di garanzia contrattuale avanzate dagli azionisti di minoranza contro l'ex socio di controllo.

Cosa è successo

Nel 2017, Allianz Capital Partners (tramite Appia Investments) e Silk Road Fund hanno acquistato complessivamente il 11,94% di Aspi da Atlantia, valutando la società 14,8 miliardi di euro, e hanno sottoscritto contratti identici e un accordo tra azionisti.

Dopo il crollo del Ponte Morandi nel 2018, la valutazione di Aspi è diminuita, con effetti sull'investimento degli azionisti di minoranza. Nel maggio 2022, Atlantia (oggi Mundys) ha firmato un accordo per vendere l'88,06% di Aspi per 8,1 miliardi di euro, ristrutturando la proprietà a una valutazione significativamente più bassa.

Allianz e Silk Road Fund hanno avviato l'arbitrato nel 2022, contestando generiche violazioni di garanzia e chiedendo 775 milioni di euro in danni, poi aumentati a 1,3 miliardi di euro man mano che emergevano ulteriori dettagli e presentazioni.

Nel corso del procedimento sono stati depositati atto di domanda e comparsa di risposta, si sono tenute udienze principali a Milano e ci sono stati ripetuti emendamenti al valore in dollari dei danni richiesti. Mundys continua a negare le richieste, mentre l'arbitrato dovrebbe concludersi con una decisione finale entro la fine dell'anno.

Contesto

L'arbitrato trae origine da clausole contrattuali concordate nel 2017, quando Allianz e Silk Road Fund sono entrati in Aspi, includendo patti di garanzia e un meccanismo di tutela in caso di significativo deterioramento del valore.

Dopo il crollo del ponte Ponte Morandi, la valutazione di Aspi è scesa, alimentando tensioni tra azionisti di minoranza e di maggioranza su quale fosse l'entità reale della perdita e se fossero state violate le garanzie contrattuali.

L'arbitrato si svolge secondo le regole ICC a Milano ed è in corso da quattro anni, in parallelo sia alle cause civili legate al crollo del ponte, sia ai procedimenti regolatori intorno al rinnovo della concessione di Autostrade.

Perché è importante

  • Il caso evidenzia come gravi fallimenti infrastrutturali di grande rilievo possano innescare controversie d'investimento complesse e di notevole valore tra azionisti internazionali.
  • In gioco c'è una somma rilevante, con ricadute sulle tutele di valutazione contrattuale, sulle richieste di garanzia in operazioni M&A e sul settore infrastrutturale italiano.
  • L'esito dell'arbitrato affronterà la validità e l'estensione delle garanzie d'investimento e potrebbe influenzare future strutturazioni di investimento in contesti simili.

Fonti

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