La Corte d'Appello nigeriana concede un'ingiunzione anti-arbitrato in Shell v. Crestar (caso ICC)

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In breve

  • La Corte d'Appello nigeriana concede un'ingiunzione anti-arbitrato in Shell v. Crestar.
  • L'ingiunzione blocca l'arbitrato ICC in corso della controversia.
  • La Corte ritiene che i giudici nigeriani abbiano il potere di fermare procedimenti arbitrali internazionali nei casi eccezionali.
  • La causa riguardava procedimenti paralleli relativi ad asset petroliferi nigeriani.

Panoramica

La Corte d'Appello nigeriana (Divisione di Lagos) ha concesso un'ingiunzione anti-arbitrato a favore di Shell Petroleum Development Company e altri, vietando a Crestar Integrated Natural Resources di proseguire un arbitrato ICC in corso. La controversia riguarda se i tribunali nigeriani abbiano l'autorità di interrompere l'arbitrato internazionale, soprattutto quando sono in corso procedimenti giudiziari paralleli sullo stesso litigio.

Cosa è successo

Shell, Total e Agip hanno chiesto un'ingiunzione per impedire a Crestar di compiere ulteriori passi in un arbitrato ICC avviato dopo l'inizio della causa sulla stessa controversia davanti ai giudici nigeriani. Il convenuto, Crestar, si è opposto, sostenendo che la Corte d'Appello non avesse competenza per disporre un simile provvedimento nell'ambito del diritto nigeriano dell'arbitrato, che in generale limita l'intervento dei tribunali nelle questioni arbitrali salvo specifica autorizzazione.

Gli istanti hanno sostenuto che i procedimenti paralleli sarebbero stati vessatori e che la clausola compromissoria a fondamento del procedimento estero fosse invalida ai sensi del diritto nigeriano sul petrolio e sul gas. Hanno chiesto di ottenere dal tribunale nigeriano un provvedimento che inibisse l'arbitrato ICC in corso all'estero.

La Corte ha analizzato l'ambito dell'intervento giudiziario previsto dal diritto nigeriano, distinguendo tra arbitrato interno e arbitrato internazionale. Dopo argomenti che richiamavano precedenti di diritto inglese e quadri normativi nigeriani, la Corte ha concluso di avere discrezionalità per sospendere procedimenti arbitrali internazionali in circostanze limitate ed eccezionali.

Nel caso di specie, poiché la controversia era già sottoposta ai tribunali nigeriani e l'arbitrato ICC era ancora in fase preliminare, la Corte ha ritenuto che consentire lo svolgimento di entrambi i procedimenti sarebbe stato vessatorio e iniquo. La Corte ha quindi concesso l'ingiunzione anti-arbitrato, decidendo a favore di Shell, Total e Agip.

Contesto

La questione se i tribunali nigeriani possano concedere ingiunzioni anti-arbitrato è stata oggetto di dibattito, in particolare alla luce dell'Arbitration and Mediation Act, che mira a ridurre al minimo l'interferenza dei tribunali nell'arbitrato. La decisione riconosce un'eccezione in cui i procedimenti paralleli sarebbero vessatori o violerebbero diritti di equità.

L'intervento dei tribunali nigeriani era stato considerato raro e la sentenza traccia analogie con il diritto inglese, pur sottolineando un approccio modellato sul contesto normativo e settoriale nigeriano, soprattutto la regolamentazione del settore del petrolio e del gas in Nigeria.

Perché è importante

  • La decisione chiarisce che i tribunali nigeriani possono intervenire per bloccare l'arbitrato internazionale in circostanze limitate, specialmente quando pende un contenzioso parallelo davanti a giudici nazionali.
  • La sentenza potrebbe incidere sulla strategia di arbitrato transfrontaliero per le parti coinvolte in transazioni nigeriane, in particolare nel settore del petrolio e del gas.
  • Indica che la validità delle clausole arbitrali e la conformità settoriale sono cruciali per stabilire se l'arbitrato internazionale possa proseguire.

Fonti

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